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10 ottobre

30 Ottobre: sciopero generale della scuola

Il decreto Gelmini è stato approvato dalla Camera ma bocciato dal mondo della scuola. Per giovedì 30 ottobre è stato infatti proclamato uno sciopero generale al quale hanno aderito i sindacati rappresentativi del settore (Uil, Cisl, Flc-Cgil, Snals-Confsal e Gilda).  Per lo stesso giorno è indetta una manifestazione nazionale a Roma.
Sono diverse le motivazioni che hanno portato allo sciopero: innanzitutto il dl 137, in via di approvazione definitiva alla Camera e dalla prossima settimana all'esame del Senato, che ripristina il  maestro unicoportando l'orario di base della scuola primaria da 40 a 24 ore.
I sindacati chiedono inoltre un confronto aperto con il governo per decidere quali misure adottare per ridurre gli sprechi. Fino ad ora le decisioni  sono state prese dall'esecutivo unilateralmente attraverso decreti legge e il ricorso alla fiducia in aula: ''Sulla scuola occore una vera riforma e non un restyling fatto di grembiulino, voto in condotta, maestro unico. E tagli''. Sono parole di Raffaele Bonanni, leader della Cisl che da Palermo ricorda che ''su un tema cosi' delicato e importante non si puo' intervenire con un banale decreto convertito dal Parlamento''.
La mobilitazione vuole inoltre rivendicare il rinnovo del contratto scuola della scaduto da nove mesi;  secondo i sindacati le buste paga del personale scolastico si sono infatti attestate ben al di sotto del tasso di inflazione.
Intanto sono scesi in piazza saranno gli studenti che, in decine di piazze, hanno manifestato contro i tagli alla scuola.

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(By GAzzetta Del Sud)

Studenti in piazza in tutta Italia

Migliaia di studenti sono scesi in piazza in un centinaio di città italiane per protestare contro il progetto della scuola del ministro Maria Stella Gelmini.

Nei cortei e nelle piazze, la manifestazione - indetta dall’unione degli Studenti (Uds) - contro il maestro unico, i tagli al settore, la reintroduzione del voto di condotta registra cori e striscioni contro la politica del governo. E il 30 ottobre, si replica. L’Uds ha già annunciato che sarà di nuovo in piazza con i lavoratori della scuola in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati del settore.

In molte città, le manifestazioni si svolgono insieme agli studenti universitari (Udu), anche loro critici verso le iniziative dell’esecutivo nei confronti degli atenei; contestano, in particolare, il numero chiuso, il blocco delle assunzioni, le poche risorse.

A Genova la manifestazione - durante la quale sono stati lanciati anche fumogeni e insulti rivolti al ministro - è stata aperta da uno striscione con su scritto «Scuole come prigioni ci avete rotto...»; s’era anche chi ha indossato magliette con su scritto «Moratti+Fioroni+Gelmini=una scuola senza cervelli».

A Roma, la protesta (per gli organizzatori ci sono 40 mila studenti) si è espressa in un «concerto-sconcerto» dedicato al ministro per sottolineare che la scuola «torna indietro di 50 anni». «Siamo in piazza per smascherare il “ballismo” di questo governo» ha detto un componente della rete degli Studenti medi.

«Non è che l’inizio» ci tengono a dire i manifestanti a Napoli: «questa protesta è la prima di una lunga serie, la nostra lotta durerà tutto l’autunno. Ostacoleremo in tutti i modi i provvedimenti della Gelmini».

Cinquemila gli studenti scesi in piazza a Firenze. Tra gli striscioni: «Outlet: -50% docenti -7% studenti ricercatori 3x2», «Gelmini rimanda a settembre».

«Con il voto in condotta ci tappano la bocca» hanno gridato gli studenti che marciano a Milano. A testimoniare i possibili effetti della riforma, in testa al corteo è trasportata da due ragazzi una bara nera con la scritta «scuola».

Intanto, la gilda degli Insegnanti definisce un «accordo storico» l’intesa fra i sindacati della scuola per lo sciopero generale del 30 ottobre.

01 ottobre

Svolta per i neopatentati slitta la legge-follia

Il Consiglio dei Ministri ha prorogato al primo gennaio 2009 l'entrata in vigore delle norme per i neopatentati prevista dal precedente governo al prossimo primo luglio.

di VINCENZO BORGOMEO

 

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Buone notizie per i neopatentati: slitta la famosa e controversa legge che dal primo luglio vietava per un anno tutte le auto con una potenza specifica (riferita alla tara) di 50 kW per tonnellata. Il Consiglio dei Ministri ha prorogato al primo gennaio 2009 l'entrata in vigore delle norme per i neopatentati prevista dal precedente governo al prossimo primo luglio.
"Si trattava di norme - spiega il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, che ha proposto il provvedimento - che potevano creare distorsioni irrazionali consentendo ai neopatentati, ad esempio, la guida dei SUV e non invece di auto di piccola e media cilindrata più sicure. In attesa di poter rivedere in un apposito tavolo tecnico la normativa per i neopatentati - conclude il ministro - il Consiglio dei Ministri ha approvato la deroga inserendola in un decreto legge fiscale contenente proroga di termini".
Questa normativa, che aveva fatto infuriare il popolo dei blog, era effettivamente folle: consentiva a un neopatentato di mettersi al volante di una monovolume sette posti, lunga più di cinque metri, che pesa due tonnellate e che ha un possente motore 2800. Ma non di una Smart di 2,7 metri, di 750 kg e spinta da un microscopico 3 cilindri di 1000 cc.

Va detto però che questo slittamento non manda in pensione l'attuale normativa per cui rimane sempre valido il fatto che i neopatentati non possono superare i 100 km/h in autostrada (90 sulle strade extraurbane) per tre anni. Un divieto semplicemente ridicolo perché è impossibile controllare chi è al volante nel caso di violazione di un limite di velocità: questa rilevazione avviene sempre con sistemi automatici tipo Tutor o Autovelox e nessuno è tanto folle da dichiarare che in quel momento era alla guida un neopatentato perché si vedrebbe quasi sempre ritirata la patente con sanzioni economiche salatissime.
Rimane anche la normativa che vede i giovani automobilisti, sempre per tre anni, penalizzati del doppio dei punti della patente in caso di violazioni al codice della strada, con la possibilità a fronte di gravi infrazioni di vedersi sospesa la patente da 3 a 6 mesi.

(30 maggio 2008)

Fonte "Repubblica.it"